QUADERNI DI LAVORO: IL PROSELITISMO NELLA REGIONE LAZIO.

Roma, 14/09/2022

In data 7 settembre 2022 si è tenuto, presso la sede della Segreteria regionale UILCA, alla presenza del Responsabile del Dipartimento Proselitismo UILCA Nazionale, Gino Sammarco, il primo incontro organizzato dall’ufficio studi UILCA di Roma e del Lazio, in collaborazione con il Dipartimento Comunicazione e l’Ufficio Proselitismo, nell’ambito del ciclo di seminari “Quaderni di lavoro”.
L’incontro ha avuto ad oggetto una tematica di grande rilievo per l’attività dei quadri sindacali: “Il Proselitismo nella Regione Lazio” ed è stato declinato, in particolare, con riferimento alle esperienze registrate nelle grandi banche e nelle BCC.
Ad aprire i lavori, Angela Scerbo, responsabile dell’ ufficio studi UILCA di Roma e del Lazio, con una breve introduzione su un modello di progetto per la crescita sul territorio.
Nel suo intervento, il segretario generale della UILCA di Roma e del Lazio, Sergio Ianniello, ha sottolineato l’importanza di confrontare le diverse esperienze acquisite sul campo in tema di proselitismo, al fine di ragionare più compiutamente sulla costruzione di un modello efficace in materia di processi organizzativi e comunicativi.
I lavori sono proseguiti con l’intervento di Arianna Lana, responsabile dell’ufficio proselitismo regionale, che ha presentato gli elementi di analisi (buone prassi e criticità) relativi ad alcuni aspetti prevalentemente operativi che impattano quotidianamente nelle attività delle Rsa.
Al dibattito hanno partecipato Roberto Malagodi (Segr. Gen. aggiunto della UILCA di Roma e Lazio, delega ISP), Alessandra Piccoli (Segr. org. Roma e Lazio, delega BNL), Marco Pasini (Segr. Roma e Lazio, delega Unicredit), Andrea D’Orazio (Segr. Resp. Coord. gruppo BNL), Paolo Crielesi (Segr. Resp. Coord. Gruppo BCC).
I segretari, nel corso dei loro interventi, hanno evidenziato la necessità di un impegno costante volto a condividere e progettare iniziative di proselitismo, anche mediante una disamina delle best practice.
“Sono molto lieto di aver partecipato a questa iniziativa. Il proselitismo è un tema importante per la UILCA, e come Dipartimento Nazionale stiamo lavorando per sviluppare le capacità di crescita dell’organizzazione creando sinergie tra il Dipartimento Nazionale e i referenti territoriali e di gruppo”. Queste le parole di Gino Sammarco, Responsabile del Dipartimento Proselitismo UILCA Nazionale, che ha chiuso i lavori esprimendo la volontà di essere coinvolto anche negli ulteriori stage del progetto.

INTERVISTA A GIOVANNA RICCI – SEGRETARIA NAZIONALE UILCA

Giovanna Ricci – Segretaria Nazionale UILCA

di Raffaele Italiano – Roma, 15/04/2022

Continuano le nostre interviste volte a far conoscere e raccontare le storie dei dirigenti sindacali della UILCA. Donne e uomini che attraverso impegno, passione, entusiasmo, spirito di abnegazione, portano avanti la loro attività sindacale sempre con un obiettivo chiaro in mente: quello di essere “da una sola parte, dalla parte dei lavoratori”.
Intervistiamo oggi Giovanna Ricci, Segretaria Nazionale UILCA con delega per il settore della Riscossione. Giovanna, in questa intervista, oltre a raccontarci di sé, ci aiuterà a comprendere meglio quali cambiamenti ha determinato l’introduzione dello smartworking e come il “distanziamento sociale” ha cambiato, anche, il modo di fare sindacato.
Insieme a lei proveremo ad immaginare quali potrebbero essere gli scenari futuri per le lavoratrici ed i lavoratori del comparto Esattoriale, a seguito della legge delega sulla “riforma fiscale”.

– Giovanna, come e perché nasce il tuo interesse verso il mondo sindacale?

Ho iniziato a fare sindacato, quasi per caso, trascinata dall’entusiasmo e dalla professionalità dei colleghi della Uilca che gestirono il passaggio epocale dell’esattoria dalla gestione bancaria a quella a partecipazione pubblica. Il mio primo vero incarico fu quello, nell’autunno del 2006, di componente della segreteria del coordinamento di Equitalia Gerit SpA, l’anno successivo ne divenni segretario responsabile. Da lì è partito il mio percorso nel mondo sindacale attraverso impegni e trattative sempre diverse che mi hanno portata a ricoprire incarichi sempre più impegnativi fino ad arrivare alla segreteria nazionale. Quello che mi ha sempre caratterizzata è la voglia di ascoltare e dialogare con le lavoratrici ed i lavoratori, la mia indole di RSA continua ad accompagnarmi anche oggi e questo mi permette di continuare ad avere una visione più completa delle esigenze dei nostri iscritti. Con tutti gli impegni che si sovrappongono non è facile, ma quando possibile, partecipo volentieri alle assemblee degli iscritti per confrontarmi, ascoltare le loro esigenze e sentire le loro riflessioni. La nostra è un’attività che si fa solo se si ama, perché ti impegna costantemente, quando però si riesce a risolvere un problema che sia dell’intera categoria o anche solo del singolo lavoratore, la soddisfazione ed il benessere che si prova vince ogni stanchezza e dà la voglia di fare ancora di più!

– Il COVID ha cambiato il mondo: cosa è stato necessario fare per continuare ad essere vicino alle lavoratrici e ai lavoratori?

Il Covid ha veramente cambiato il mondo, ed ha cambiato ciascuno di noi, nessuno oggi è lo stesso di prima di marzo del 2020.
Venendo a mancare il contatto, la possibilità di un confronto dal vivo, necessario in qualsiasi relazione per potersi meglio intendere, abbiamo tutti dovuto cambiare il nostro modo di agire, di relazionarci; anche il Sindacato si è dovuto adattare ed adeguare.
In questi due anni, come tutti, abbiamo imparato ad utilizzare le videoconferenze per raggiungere i colleghi che erano in smartworking emergenziale, cercando comunque di poter dialogare con loro: un modo puntuale, per spiegare i protocollo e gli accordi sottoscritti. Occorre, tuttavia, ammettere che la capacità comunicativa, in parte, perde forza se si ricorre allo strumento informatico, perché le sensazioni e le percezioni che si hanno durante gli incontri in presenza, le sfumature delle parole piuttosto che i toni della voce o gli sguardi, sono molto più difficili da cogliere durante una videoconferenza e di solito, occorre una sensibilità particolare e molta più attenzione per comprendere in che modo sia stato percepito il concetto di cui si è parlato.
Il distanziamento sociale che ha caratterizzato questi ultimi due anni, ha, però, determinato un accelerazione verso quel processo di digitalizzazione di cui il nostro Paese era decisamente carente e di cui aveva, nel contempo, un estremo bisogno per poter continuare a stare al passo con i tempi. L’emergenza Covid ha portato ad un utilizzo diffuso di strumenti quali il lavoro agile, prima presente solo in alcuni settori di nicchia, e non certo utilizzato su larga scala dalle aziende o dalle imprese.
Abbiamo assistito ad una evoluzione della comunicazione, l’interazione su piattaforma digitale oggi è una realtà diffusa e alla portata di tutti. Per quanto indubbi siano i vantaggi da essa scaturiti, continuo, comunque, a preferire una comunicazione in presenza fatta di strette di mano e di occhi negli occhi.

– L’introduzione dello smartworking e la riforma fiscale, due fattori che stanno interessando in modo forte anche il comparto esattoriale, quale dovrà essere il ruolo del sindacato rispetto tali cambiamenti?

La pandemia ha cambiato l’approccio delle aziende rispetto al lavoro agile, visto. fino a due anni fa. in maniera molto scettica in quasi tutte le realtà lavorative e comunque molto poco utilizzato. Anche nel mondo esattoriale questa modalità non era diffusa, anzi solo con il rinnovo del CCNL del 2018 è stato previsto il “work life bilance “ e nel 2019 stipulato in AdER, Agenzia delle Entrate Riscossione, un accordo sperimentale per il lavoro agile che vedeva il coinvolgimento di, soli, 150 colleghi. Il periodo emergenziale ha dimostrato, nei fatti, la possibilità di effettuare molte lavorazioni anche da remoto, anche “stando a casa”. Tuttavia bisogna ammettere che quello svolto durante la fase pandemica non è stato tanto smartworking quanto lavoro da remoto per mettere in sicurezza il personale e ridurre al massimo le situazioni di disagio e di rischio. Una volta finito il periodo emergenziale il sindacato ha cercato di strutturare lo smartworking come modalità lavorativa che potesse dare la possibilità alla più ampia platea possibile di lavoratori di poter conciliare vita e lavoro dando, comunque, prevalenza al lavoro in presenza e cercando di tutelare al meglio i colleghi coinvolti in questa nuova operatività. L’accordo (che ha validità di un anno rinnovabile) è andato ad introdurre e normare lo smart working vero e proprio e lo ha regolamentato ponendo un ulteriore tassello sul percorso intrapreso con l’accordo per la sperimentazione del 2019.
Il sindacato continuerà ad insistere affinché le aziende della riscossione siamo sempre più aperte e disponibili anche verso lo smartworking che, se opportunamente regolamentato, è una modalità valida per svolgere la propria attività lavorativa.
Riguardo alla legge delega sulla riforma fiscale che, ancora una volta vede coinvolte sia le attività che gli addetti al settore della riscossione, quella che è la visione del Sindacato la Uilca l’ha spiegata, unitariamente alle altre OO.SS., molto chiaramente ai presidenti delle Commissioni Finanze di Camera e Senato ed anche al Direttore dell’Ente nell’ultimo incontro avuto in occasione della approvazione in CdM della delega fiscale: NON CONDIVIDIAMO IL PROGETTO DI INCORPORARE L’ADER IN ADE poiché siamo convinti dell’utilità di restare soggetto terzo tra ente impositore e contribuente. Tuttavia come Uilca pensiamo che, anche laddove la politica ed il Governo dovessero insistere portando avanti la loro idea, ciò non dovrà assolutamente penalizzare sotto il profilo economico, giuridico, professionale e previdenziale nè l’attuale status dei dipendenti nè le loro prospettive future. In questo senso monitoriamo costantemente i lavori parlamentari e continuiamo a sensibilizzare tutti gli attori sia politici che istituzionali.

Ringraziamo Giovanna per la sua sempre preziosa partecipazione.

INTERVISTA A BIANCA CUCINIELLO – DIRETTRICE UFFICIO ORGANIZZAZIONE NAZIONALE UILCA

Bianca Cuciniello – Direttrice Ufficio Organizzazione Nazionale UILCA

di Siria Boccalini – Roma, 31 marzo 2022

A poche settimane dal suo nuovo incarico abbiamo avuto l’occasione di intervistare Bianca Cuciniello, neo Direttrice dell’Ufficio Nazionale Organizzazione della UILCA e Segretario aggiunto del Comitato Aziendale Europeo di Groupama. Bianca ha un importante percorso sindacale alle spalle e ha rivestito diversi ruoli per la nostra Organizzazione: ha partecipato ad alcune fasi per la definizione delle precedenti piattaforme per il rinnovo del CCNL di settore e alla negoziazione dell’accordo quadro sul lavoro agile con ANIA; ha fatto parte della Commissione Digitalizzazione e Innovazione Tecnologica per la stesura della piattaforma per il prossimo rinnovo del CCNL ANIA; è Presidente del collegio sindacale di ENBIFA, l’ente di formazione bilaterale del settore assicurativo.

In questi anni l’esperienza di Bianca è stata rilevante anche in diversi organismi europei. È attualmente membro del working group di UNI Europa Finance nel Comitato di Dialogo Sociale Settoriale Assicurativo presso la Commissione Europea, del Comitato Esecutivo di UNI Europa e dello Steering Group di UNI Europa Finance. È l’esperto di UNI Europa Finance per il Comitato Aziendale Europeo di Allianz SE.

Rappresenta la UILCA nel Comitato pilota del progetto europeo su violenze e molestie realizzato da UNI Europa, avendo partecipato per CIGL, CISL e UIL in sede OIL ai lavori della Commissione che ha redatto e adottato la Convenzione n. 190 con Raccomandazione annessa in tema di violenza e molestie nei luoghi di lavoro. Ha fatto parte della delegazione di negoziazione della CES nel gruppo ristretto, in rappresentanza di CGIL, CISL e UIL, per la negoziazione dell’accordo quadro europeo sulla digitalizzazione predisponendo il capitolo in materia di Intelligenza Artificiale e gestione dell’algoritmo, sottoscritto dalle parti sociali europee il 23/06/2020 e ha preso parte ad alcuni incontri del G20 sul tema della Digitalizzazione, rappresentando la posizione di CGIL, CISL e UIL in materia.

Rappresenta la UIL nel Comitato del Punto di Contatto Nazionale per la diffusione delle Linee Guida OCSE, presso il MISE – Ministero dello Sviluppo Economico – ed è membro per la UIL dei Comitati Partecipazione dei lavoratori e politiche aziendali e Standardizzazione, della Confederazione Europea dei Sindacati. Nell’ambito delle attività in sede OCSE è componente dell’Advisory Group per il TUAC – Trade Union Advisory Committee presso l’OCSE – che coordina il Progetto sulla condotta responsabile nel Settore Finanza. 

Partecipa al CIDU – Comitato Interministeriale Diritti Umani – per il Piano di Azione Nazionale sui Diritti Umani e Impresa ed è componente del Comitato Direttivo di “Luci sul lavoro”, rivista telematica di diritto e politiche del lavoro online, sulla quale ha pubblicato studi nell’ambito di Progetti Europei in tema di partecipazione, digitalizzazione e CAE.

Tante esperienze importanti, sicuramente difficili da riassumere in poche righe e frutto di anni di lavoro, impegno, studio e dedizione.

In questa “chiacchierata” cercheremo di conoscere non solo la Cuciniello Sindacalista, ma la donna che c’è e c’è sempre stata dietro a tutti questi ruoli: Bianca.

Una vita dedicata al sindacato, alla UILCA. Chi è Bianca, aldilà del ruolo, e chi è la sindacalista?

Nata a Napoli, primogenita di 4 figli, due figli che definisco la cosa più bella che ho fatto, laureata in Scienze Politiche indirizzo politico-internazionale all’Università Orientale di Napoli, con il sogno di diventare questore, mentre sostenevo gli esami per il concorso per commissario cercavo la mia indipendenza economica e inizio il mio percorso professionale di progettista informatica in una software house, vincendo un bando della regione Lazio per la riqualificazione di giovani laureati. Ho maturato esperienze diversificate definendo e realizzando progetti presso grandi clienti come Banca d’Italia, Comune di Roma, Ina Assitalia, Sip, TIM, ENPALS l’ente di previdenza per i lavoratori dello spettacolo confluito recentemente in INPS, e altri. Nell’87 vengo assunta da Groupama Assicurazioni dove mi specializzo nella gestione delle polizze Vita e del Modello Matematico Attuariale, e inizio il mio percorso di sindacalista, anche se dentro di me c’è stata sempre la “sindacalista” nata nella terra di Masaniello, impegnata nel sociale e nella difesa dei più deboli, innamorata della giustizia.

Come e quando hai capito realmente che il tuo posto era dall’altra parte del tavolo?

Come ti dicevo, quando sono stata assunta in Groupama dopo alcuni mesi è iniziata la fase di rinnovo del CIA e mi sono resa conto che alcuni istituti che volevano sopprimere avrebbero comportato delle problematiche. In quella fase il coordinatore della UILCA è riuscito a convincermi ad iniziare questo percorso, sei mesi di riflessione per decidere, e non perché non sapessi che il mio posto era dall’altra parte del tavolo, ma perché ero cosciente del fatto che stavo per impegnarmi in una grande avventura che avrebbe cambiato la mia vita.

Nel tuo percorso hai avuto modo di confrontarti e misurarti con il sindacato europeo ed extra europeo. Dove sta andando il sindacato in Italia e negli altri Paesi e quali saranno le sfide future di chi vuole rappresentare e tutelare i lavoratori?

In Italia la nostra Confederazione ha ben individuato le sfide future da affrontare per garantire lavoro sicuro e dignitoso andando a mitigare le disuguaglianze che con la pandemia sono aumentate. A livello europeo e internazionale il sindacato è impegnato a governare gli effetti della transizione ecologica e digitale, richiedendo una maggiore responsabilità sociale alle imprese, la regolamentazione ed il controllo dell’Intelligenza Artificiale e la regolamentazione dei lavoratori in piattaforma. A tal proposito ho partecipato tra gennaio e marzo in qualità di esperto, alla redazione di un parere del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), parere in cui è stata analizzata la proposta di Direttiva europea per il miglioramento delle condizioni di lavoro in piattaforma.

Ringraziamo Bianca Cuciniello per questa intervista e ne approfittiamo per augurarle buon lavoro e un grande in bocca al lupo per tutti i suoi progetti, presenti e futuri.

INTERVISTA A MARIANGELA VERGA – SEGRETARIA NAZIONALE UILCA

Mariangela Verga – Segretaria Nazionale UILCA

di Cesare Francini – Roma 24 marzo 2022

Con l’intento di conoscere, raccontare e condividere le storie delle donne e degli uomini che, a partire dal nostro territorio, attraverso passione e lavoro, ricoprono ruoli di importante responsabilità all’interno della nostra Organizzazione, intervistiamo oggi Mariangela Verga, Segretaria Nazionale UILCA.

Storica dirigente sindacale della UILCA, Mariangela, in questa intervista, racconterà di sè, della sua storia e delle prospettive che la nostra Organizzazione persegue, offrendoci numerosi spunti di riflessione collettivi e individuali.

Mariangela, come e soprattutto perché ti sei avvicinata al mondo sindacale e quando hai capito che quella della sindacalista era la tua strada?

Oramai sono passati molti anni da quando ho iniziato a fare sindacato e non è stato certo facile deciderlo, perché nella mia azienda svolgevo un lavoro molto interessante sotto il profilo professionale, che mi aveva portato anche buoni riconoscimenti personali.  È vero però che ho sempre riconosciuto il valore ed il ruolo del sindacato come interprete dei bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori; tant’ è che ho preso la tessera dell’allora UIB/UIL solo pochi giorni dopo l’assunzione. Il resto lo ha fatto la fusione della mia azienda con La Cassa di Risparmio di Roma, una delle prime che si sono realizzate nel nostro settore, durante la quale è emerso in me con chiarezza che dovevo impegnarmi per rappresentare nel modo migliore le istanze dei miei colleghi e di tutti i lavoratori coinvolti. Così è iniziato il mio percorso sindacale che mi ha visto ricoprire tutti i ruoli organizzativi fino ad arrivare alla segreteria nazionale.

Come ritieni si possa ulteriormente valorizzare la presenza femminile all’interno degli organismi sindacali, intesi nelle complessive articolazioni (territoriali e aziendali)?

Direi che nella UILCA il problema della rappresentanza di genere non si pone. Le donne sono presenti in ogni ruolo di responsabilità della nostra organizzazione sia nelle strutture aziendali e di gruppo, che in quelle territoriali. Credo che sia il giusto riconoscimento del valore delle persone che lavorano nella UILCA, non del genere a cui appartengono. Se poi vogliamo parlare di presenza femminile e di pari opportunità direi che nel nostro sindacato l’obiettivo di garantire un’equa presenza negli organismi di donne e di uomini è un obiettivo colto appieno. Discorso a parte lo farei piuttosto nel considerare la difficoltà delle donne a fare sindacato, soprattutto a tempo pieno, che è la stessa difficoltà che le donne incontrano nel mondo del lavoro con gli evidenti limiti nel riuscire a conciliare lavoro e vita privata e familiare.

Stiamo assistendo negli ultimi anni a costanti riduzioni della forza lavoro nella nostra categoria, dovuti ai vari piani industriali succedutisi. Quale è la risposta della UILCA a questa situazione?

Il nostro settore, purtroppo, da alcuni anni sta avendo una forte contrazione occupazionale. I Piani industriali propongono sempre più spesso strategie basate sulla riduzione dei costi, sulla chiusura di filiali, sulla digitalizzazione che stanno di fatto cambiando la banca tradizionale con pesanti conseguenze sui livelli occupazionali. La UILCA da sempre è impegnata, in modo unitario,  a  gestirne le ricadute a tutti i livelli attraverso soluzioni di grande equilibrio e sostenibilità per le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti affinché le grandi ristrutturazioni dei Gruppi avvengano attraverso il ricorso al Fondo di Solidarietà di settore, alla formazione e alla riqualificazione del personale coinvolto garantendo, nel contempo, un continuo sviluppo occupazionale anche  attraverso l’assunzione di giovani contestualmente alle uscite. Siamo fermamente convinti, che pur in questa fase di profonda trasformazione del settore, le Banche continuino a mantenere la capacità di generare nuova e buona occupazione e che anzi, sia un’opportunità da cogliere guardando soprattutto alla ripresa ed allo sviluppo del Paese.

Ringraziamo Mariangela per aver accettato il nostro invito e per la sua consueta disponibilità.

INTERVISTA A EMANUELE BARTOLUCCI – SEGRETARIO NAZIONALE UILCA ASSICURATIVI

di Paolo Sonni, Roma 30/03/2022

Il 16 Marzo 2022, Emanuele Bartolucci è stato eletto come nuovo Segretario Nazionale UILCA con delega al settore assicurativo. La sua nomina ci fa essere ottimisti per la rappresentanza del settore e per la tutela degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori che la sua persona garantisce.

Oggi abbiamo il piacere di essere in sua compagnia, per complimentarci e porgli alcune domande.

Una vita dedicata al Sindacato. Chi è l’uomo e chi è il sindacalista, dove inizia uno e finisce l’altro?

Solitamente non mi piace parlare di me, preferisco che siano gli altri a farsi la loro idea sia sull’uomo che sul sindacalista. Posso dirti però che nel mio caso, l’uomo e il sindacalista coincidono. Mi definisco un idealista pragmatico, a questo proposito amo citare Gramsci, con la frase che fa riferimento al pessimismo della ragione e all’ottimismo della volontà e a questo mi ispiro in tutti gli ambiti della mia vita. Quindi diciamo che non vedo grosse differenze tra l’uomo e il sindacalista e con questo approccio mi confronto in tutti gli ambiti.

Nel tuo percorso hai avuto modo di confrontarti e misurati con diversi contesti del mercato del lavoro. Dove sta andando oggi il sindacato in Italia e quali saranno le sfide future di chi vuole rappresentare e tutelare i lavoratori?

Vengo da una terra di operai, da una famiglia di operai, una terra che ha masticato acciaio e chimica. Una terra dove la fabbrica dava lavoro e se non eri troppo sfortunato ti consentiva anche di arrivare alla pensione. Una terra quindi in cui la fabbrica ti sfamava, ma se eri sfortunato, ti seppelliva anche. Io Ho avuto la fortuna di entrare in un settore molto più “comodo” e più agiato e di compiere gran parte della mia carriera professionale, in uno dei Gruppi con le relazioni industriali più avanzate del palcoscenico nazionale. Credo però che, nonostante le diversità che gli spaccati del mondo del lavoro ci offre, oggi ci troviamo difronte ad un vero grande problema. La tecnologia, l’organizzazione sociale, la velocità di trasformazione stanno spostando la centralità del mondo del lavoro. Mi spiego meglio, il lavoratore sta diventando un “accessorio” del lavoro che svolge anziché esserne il cuore. Le aziende, spinte dalla massimizzazione del profitto e dall’attenzione al cliente, stanno prospettando un mondo del lavoro capovolto. La nostra sfida sarà quella di deviare questo tentativo. Lo potremo fare solo se saremo in grado di proporre soluzioni, se saremo veloci nell’affrontare il domani che in un attimo diventa oggi. Se non ci nasconderemo dietro a totem ed idealismi di facciata. Credo che quindi di fronte a tutti questi processi di trasformazione, il compito del sindacato sarà quello di mettere e mantenere al centro del lavoro il lavoratore. 

Dopo oltre dieci anni nel ruolo di Coordinatore Nazionale del Gruppo Generali, cosa porterai da questa esperienza nel tuo nuovo incarico di Segretario Nazionale?

Con l’avvicinarsi della fase congressuale chiudo il mio terzo mandato alla guida del coordinamento del Gruppo Generali. Qui ho tanti amici, che fanno e faranno sempre parte della mia vita. Insieme a loro abbiamo raggiunto grandi risultati politici e numerici. Al prossimo congresso lascerò questo incarico e non sarà facile rinunciare a questa quotidianità. Passami il paragone, che in questo momento storico può apparire fuori luogo, per me essere coordinatore è come stare in trincea, in prima linea. Essere coordinatore infatti significa essere in prima linea sulla difesa dei contratti e degli accordi, a fianco degli iscritti e dei colleghi. Mi mancherà. Però è anche giusto lasciare sapendo che lascio una grande squadra e che chi mi sostituirà farà ancora meglio. Cosa mi porto? Mi porto la consapevolezza che avrò tanto da imparare, ma anche la convinzione che normalmente il lavoro paga e il lavoro che paga è il lavoro che si fa insieme e che si fa in squadra. Questa è stata la chiave del successo nel Gruppo e che cercherò di portare anche nel mio nuovo ruolo.

Ringraziamo Emanuele Bartolucci per la sua disponibilità e gli porgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro.