Intervista a Michele Schiavone – Segretario Responsabile UILCA della Banca Popolare di Sondrio


Di Siria Boccalini – 28/07/2021

La Banca Popolare di Sondrio sta vivendo un anno fondamentale per il suo percorso
identitario e storico. Entro il 31 dicembre, per sentenza del Consiglio di Stato, dovrà
affrontare la trasformazione in SpA, che ne cambierà la natura e potrebbe modificarne i
confini. Nata circa un secolo e mezzo fa come realtà del territorio, con oltre 160.000 soci, la
banca sta per uscire dai suoi perimetri e dalle sue tradizioni in un momento particolarmente
caldo per il nostro settore, interessato da progetti di consolidamento e ipotesi di
aggregazione tra diverse realtà. Gli ultimi mesi, sia per questo processo ormai avviato, che
per l’emergenza Covid-19, sono stati impegnativi per i colleghi e per il sindacato. Ne
parliamo con il Segretario Responsabile del Coordinamento UILCA Michele Schiavone.


Michele, la vostra banca sta prendendo una strada che in qualche modo ne potrebbe
cambiare la natura e i confini. Ha iniziato questo percorso in un periodo già
complicato, quello della pandemia da Covid-19. Come sono andati questi mesi per i
dipendenti e per i rappresentanti sindacali?


L’impegno dei dipendenti in questo periodo di Covid è stato encomiabile: i servizi offerti alla
clientela sono stati garantiti in maniera efficace e puntuale.
Il sindacato con la sua presenza sul territorio ha garantito il rispetto dei protocolli sottoscritti
con Governo e datori di lavoro (ABI) in tema di salute e sicurezza.
Inoltre, è stata avviata un’importante interlocuzione con la banca per dotare i lavoratori di
strumenti atti alla difesa della propria integrità fisica (mascherine, prodotti di sanificazione,
plexiglas).
Abbiamo riscontrato da parte aziendale estrema attenzione al tema della tutela della salute
dei lavoratori. Elemento distintivo che il sindacato ed in particolare la UILCA ha manifestato
è stato il confronto costante e dialettico con l’azienda, tenendo ben presente il principio della
tutela e garanzia dei diritti dei lavoratori.


Anche quest’anno, nonostante il periodo difficile legato alla pandemia da Covid-19, le
Segreterie di Coordinamento sono riuscite a chiudere un importante accordo sul VAP.
Cosa è stato ottenuto?


L’accordo sottoscritto segue la linea tracciata negli anni passati: se il RORAC (indice di
riferimento industriale ) o le commissioni nette al 31/12/2021 risultano positivi rispetto
all’anno precedente, si beneficia del VAP. Quindi il premio aziendale di produttività 2021 sarà
erogato al raggiungimento almeno di uno dei due obiettivi di redditività / produttività: un
valore del RORAC aziendale al 31/12/2021 maggiore rispetto al medesimo indice riferito al
31/12/2020; le commissioni nette aziendali al 31/12/2021 incrementate rispetto al medesimo
dato al 31/12/2020.
La variabilità dei parametri è suscettibile di incertezza a causa del contesto macroeconomico
legato al perdurare dell’emergenza sanitaria. Anche se gli obiettivi sono sfidanti, si ritiene
che la professionalità e l’abnegazione dei lavoratori possano portare al raggiungimento del
risultato. Spetterà poi al sindacato ed in particolare alla UILCA tradurre questo impegno in
una contropartita economica per le tasche dei lavoratori.


Quali sono i prossimi obiettivi del sindacato?


La trasformazione della banca in SpA entro il 2021, come da sentenza del Consiglio di
Stato, e di conseguenza la sua contendibilità sul mercato porranno sul tappeto una serie di
problemi legati al ruolo ed alle mansioni dei lavoratori in un contesto di forti trasformazioni,
dove la componente digitale la farà da padrona. La UILCA in questo contesto porrà al
centro di tutto la “persona” e la sua dignità, la qualità e stabilità del lavoro. Nel contempo,
bisogna partire dalle competenze e dalla professionalizzazione delle persone, solo così sarà
possibile ottenere un’occupazione di qualità che possa valorizzare le risorse. Un altro tema
di rilievo che il sindacato porrà con forza nelle sedi opportune è la partecipazione delle
donne nei gruppi di lavoro e negli organismi decisionali: riteniamo infatti che la presenza
femminile nelle strutture apicali faciliti il raggiungimento di risultati più performanti.
I temi trattati potrebbero essere sviluppati con altre considerazioni e approfondimenti, ma
questo comporterebbe la necessità di spazi e tempi diversi. Chiudo con una citazione di
CHARLES DARWIN, che ritengo possa indicare l’approccio corretto alle evoluzioni che
dovremo gestire e affrontare: “Non sono i più forti che sopravvivono,ma quelli che sanno
adattarsi al cambiamento “.


Ringrazio Michele Schiavone per la disponibilità e gli auguro buon lavoro
nell’affrontare le sfide future che coinvolgeranno la banca, il sindacato e l’intero
settore.

ATTIVO UNITARIO CONFEDERALE. L’INTERVENTO DI ALESSANDRA PICCOLI: “IL VOLTO UMANO DEL BANCARIO”.

Alessandra Piccoli, Tesoriere della Uilca di Roma e del Lazio

di Antonio Cona – Roma, 23 Luglio 2021

Nella giornata di ieri, si è svolto a Roma, in via Napoli 36, nella Sala delle Carte Geografiche, l’Attivo Unitario delle delegate e dei delegati di CGIL, CISL e UIL di Roma e del Lazio, per uno sviluppo e un lavoro di qualità nel Lazio.

Il tavolo di confronto si è concentrato sui principali temi quali sviluppo, lavoro e Pnrr, per programmare il futuro nella sua interezza.

Il dibattito, aperto da Alberto Civica, Segretario Generale della UIL di Roma e del Lazio, ha visto una grande partecipazione, sia tra i presenti in sala che da remoto.

E’ stata Alessandra Piccoli, Tesoriere della Uilca di Roma e del Lazio, ad intervenire per la nostra intera categoria, rappresentando “il volto umano del bancario”.

I bancari svolgono un lavoro pubblico essenziale e durante tutto il periodo pandemico sono stati in prima linea per aiutare i cittadini in un momento difficile. I colleghi hanno affrontato grandi difficoltà sopperendo con il loro lavoro a carenze di organico, organizzative e strutturali, mettendoci la faccia con spirito di sacrificio e senso di abnegazione. ha dichiarato, durante il suo intervento – Subiscono ogni giorno pressioni commerciali che inevitabilmente si riverberano sui clienti, la mobilità territoriale è la norma nella nostra categoria”.

L’abbiamo incontrata a chiusura lavori, per raccogliere le sue prime riflessioni.

Alessandra, con il tuo intervento hai dato voce all’intera categoria. Che tipo di messaggio hai voluto lanciare?

Erano presenti tante categorie, volevo far capire che siamo tutti sulla stessa barca. I nostri colleghi hanno fatto un lavoro straordinario come in occasione dei cd. “finanziamenti Covid” tanto per citare un episodio specifico: una mattina improvvisamente sembrava che le banche regalassero soldi quando ancora si doveva mettere a terra tutto l’impianto. I colleghi della rete hanno fronteggiato tutto questo comprendendo nel contempo la frustrazione di persone disperate per l’improvvisa chiusura delle loro attività. Le Banche non si sono fermate durante la pandemia hanno comunque proseguito nella realizzazione dei Piani Industriali, sono state fatte operazioni straordinarie, ristrutturazioni, esternalizzazioni.

Le banche nazionali continuano a chiudere sportelli e a puntare sui grandi clienti. Chi sarà più penalizzato da queste scelte?

Certamente la desertificazione degli sportelli colpisce soprattutto i piccoli centri e a pagarne le spese sono soprattutto gli anziani e coloro che non hanno la possibilità di risolvere tutto con una app. La nostra regione è troppo a nord per essere a sud e troppo a sud per essere nord, e paga questo con chiusure ad ogni operazione straordinaria. Attenzione, la pandemia ha dato la possibilità a molti di noi di lavorare da casa e per farlo, soprattutto le donne, sono disposte a lavorare molto di più di quello che fanno già, magari per avere un giorno in meno di “rientro”, ma alla lunga, dobbiamo riflettere, dove ci porterà tutto questo?

Nel tuo intervento hai voluto sottolineare la centralità del sistema bancario nella ripartenza. Da dove bisogna ricominciare ed in che modo è possibile spingere l’economia nel post pandemia?

Occorre, innanzitutto, avere una visione di lungo periodo, la classe politica deve essere responsabile ed evitare gli spot da social. Occorre riscoprire assolutamente il valore della solidarietà, perchè siamo tutti collegati, tutti nello stesso calderone. Durante il periodo buio, qualora ce ne fosse stato bisogno, abbiamo riscoperto l’importanza della famiglia, che è il vero stato sociale. Il PNRR potrà essere una grande occasione e le banche saranno essenziali in questo processo. Ognuno di noi giocherà un piccolo ruolo in questo immane gioco: ogni persona è fondamentale ed è importante che si diffondano i valori che sono alla base del nostro essere sindacalisti, uno per tutti la valorizzazione del lavoro, senza il quale non può esserci dignità.

Ringraziamo Alessandra Piccoli per il suo prezioso contributo.

Da sin. Antonio Cona, Giusy Manzi, Rocco Zizza, Giuseppe Caramazza, Alessandra Piccoli

GRUPPO UNICREDIT: INTERVISTA AI COORDINATORI TERRITORIALI DEL LAZIO

Di Raffaele Italiano – Roma 22 Luglio 2021

Uno dei quadri storici del gruppo UniCredit, Marco Russo, non è più in servizio attivo dal 1° luglio, avendo aderito all’esodo volontario incentivato derivante dallo specifico accordo sindacale firmato dalle OO.SS. del Gruppo Unicredit. La squadra dei Coordinatori Territoriali UILCA del Lazio del Gruppo UniCredit si è rinnovata, con l’ingresso di Cesare Francini (componente del gruppo Progetto Futuro), che va ad affiancare due quadri storici come Massimo Alfieri ed Elena Austini, che riveste anche il ruolo di Portavoce.
Abbiamo incontrato i CT UniCredit e posto loro alcune domande:

Elena, Unicredit è uno dei principali gruppi finanziari europei, la seconda banca in Italia nonché storicamente la banca leader nel Lazio, quale è il suo “stato di salute”?

Unicredit è una banca solida ed importante nel panorama italiano ed europeo.

Nel Lazio, grazie alla confluenza di diverse entità bancarie, è stata leader e, forse, lo è tutt’ora ma, per quanto ancora?

Un recente lavoro della Uilca, svolto dal Dipartimento NTS (cfr Nuove Tecnologie e Statistiche) Lazio evidenzia un depauperamento, un vero e proprio impoverimento, del nostro territorio che addirittura raggiunge una percentuale molto alta rispetto a quella nazionale.

Si sono chiusi sportelli bancari, perdendo così tantissimi posti di lavoro e creando altresì difficoltà alla comunità intera (si pensi ai paesini ove, ora, l’agenzia più vicina è magari a circa 30/50 Km!); gli esodi hanno portato ad una carenza di personale in rete non più ammissibile, visto anche che le lavoratrici e i lavoratori non hanno a loro supporto neppure sistemi informatici atti a snellire e migliorare il lavoro stesso.

In antitesi a tutto ciò si riscontra una notevole crescita, nel Lazio, sia su depositi che su impieghi, considerato il periodo che stiamo vivendo (carenza di organici, difficoltà procedurali e purtroppo aumento dei provvedimenti disciplinari).

L’esperienza mi insegna, e ne sono convinta, che grazie alla dedizione di tutti riusciremo a migliorare il nostro luogo di lavoro, a rafforzare il Gruppo e a far tornare Unicredit al ruolo che aveva storicamente quale Banca fondamentale per il Paese tutto e per il Lazio in primis, soprattutto ora che il nuovo AD vuole dare nuova dignità e nuovo valore al territorio, riportando il “perimetro Italia” ad essere il punto cardine.

Massimo, che impatto ha avuto nel gruppo e nel Lazio il passaggio dall’era Mustier alla gestione Orcel?

Allo stato attuale l’impatto della gestione Orcel sul territorio è ancora neutro. Infatti il nuovo AD non ha ancora varato un piano di riorganizzazione e la sua presenza tra i lavoratori ed i clienti si limita a dichiarazioni di intenti. Dichiarazioni importanti, per carità, alcune anche molto vincolanti se pensiamo alla recente gestione del personale, però non mi sento di sbilanciarmi e penso sia il caso di dare un giudizio compiuto solo quando avremo qualche dato di fatto in più.

Ad oggi l’unica decisione ufficiale riguarda la nuova perimetrazione del gruppo Unicredit con la struttura di Unicredit Italia, con una sua autonomia gestionale e con a capo Niccolò Ubertalli. Anche quest’ultimo recentemente ha rilasciato dichiarazioni importanti ai sindacati circa l’esigenza di “rimpolpare la rete” e di limitare la caccia alle streghe verso i colleghi che sbagliano in buona fede. Tutte dichiarazioni che accettiamo di buon grado, e ci mancherebbe altrimenti, ma che vogliamo vedere scaricate a terra. Abbiamo un vissuto doloroso di tanti manager che hanno rilasciato dichiarazioni in pompa magna ma che poi, nei fatti, sono rimaste lettere morte. Non dico che accadrà nuovamente, anzi spero vivamente di no, ma ora è d’obbligo la prudenza nel concedere la fiducia.

Cesare, che tipo di contributo pensi di poter fornire come Coordinatore Territoriale?

Essendo un ruolo che ho avuto modo di ricoprire anni fa in Lombardia, posso dire di conoscere le dinamiche intersindacali e la necessità di essere efficaci nella sintesi unitaria (cosa assai impegnativa), per rappresentare al meglio tutte le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori, in stretto raccordo con le RSA del territorio (Unicredit si è organizzata in sette cosiddette “Region” commerciali e quella di nostra competenza, la Region Centro Italia, comprende le regioni Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna).

Personalmente cercherò di mettermi a disposizione con un forte spirito di squadra collaborativo, che ritengo sia l’unico modo di affrontare le prossime sfide sindacali del nostro Gruppo Bancario e della nostra categoria. Sono certo che in UILCA queste caratteristiche siano elementi di valore assoluto!

Elena, Massimo e Cesare, ognuno di voi proviene da una esperienza diversa, come è l’affiatamento tra voi e nella Uilca UniCredit di Roma e del Lazio?

Elena: Amo particolarmente la società dei lupi. I lupi vivono in connessione tra loro formando così il branco. Giocano, si aiutano, si confortano. Ognuno di loro ha un ruolo che svolge al meglio delle sue possibilità per la sua sopravvivenza ma, soprattutto per la sopravvivenza del branco. Ogni lupo infatti sa bene che non può esistere senza branco e il branco sa bene che non può esistere senza ogni singolo lupo. Questi siamo noi, questa sono io.

Massimo: L’affiatamento c’è eccome! Sia con Elena che con Cesare abbiamo iniziato a lavorare in sintonia sin dal primo giorno. Questo accade facilmente qui in Uilca, perchè tutti noi sappiamo perfettamente che il nostro è un sindacato che valorizza le differenze, in quanto composto da dirigenti che provengono dalle realtà più disparate. Ma questo non è un limite, tutt’altro. Da sempre, in Uilca, le differenze sono un sinonimo di ricchezza, e per farle fruttare bisogna semplicemente utilizzare umiltà ed intelligenza. Tutto ciò Elena, Cesare ed io lo abbiamo capito da molto tempo e ci regoliamo di conseguenza.

Cesare: Si dice che “il buongiorno si vede dal mattino”!

Con Elena e Massimo si è instaurato un rapporto di leale e fattiva collaborazione, nell’unico interesse di chi rappresentiamo e della nostra Organizzazione. Dato che, la Rappresentanza da un lato e la fiducia delle figure di sintesi in UILCA dall’altro sono la faccia della stessa medaglia, valorizzare le competenze di ciascuno/a al servizio di un obiettivo comune è la chiave per agire efficacemente e direi pure degnamente il nostro ruolo sindacale.

Ringraziamo e auguriamo buon lavoro ad Elena, Massimo e Cesare. A lui, in particolare, un in bocca al lupo per il nuovo incarico da tutti noi di Progetto Futuro.

INTERVISTA AD ANDREA D’ORAZIO – SEGRETARIO RESPONSABILE UILCA DEL GRUPPO BNL/BNP PARIBAS

Andrea D’Orazio, Segretario Responsabile UILCA del Gruppo BNL/BNP Paribas

di Donatella Piccigallo – Roma, 16 Luglio 2021

Nei giorni scorsi, e come riportato da diversi organi di stampa, i sindacati, presenti in Banca Nazionale del Lavoro, hanno dato il via ad una serie di iniziative volte ad opporsi alle sempre più insistenti “voci, non smentite dall’azienda, di cessione di alcuni rami d’azienda e della vendita del pacchetto azionario, pari all’80% del capitale, detenuto in Axepta. Un piano che, se confermato, porterebbe all’uscita di 900 lavoratori dal perimetro del gruppo”.

Il clima di incertezza generato dalla modalità di gestione della situazione adottato dall’azienda, impone una riflessione relativa agli impatti prodotti da scelte di questo tipo.

Ne parliamo con Andrea D’Orazio, Segretario Responsabile UILCA del GRUPPO BNL/BNP PARIBAS.

Andrea, la BNL è uno dei principali gruppi bancari italiani con sede legale a Roma. Quale è lo stato della sua rete commerciale?

Si, BNL Gruppo BNP Paribas, con oltre 100 anni di storia, è uno dei principali gruppi bancari italiani. Fondata come Istituto di Credito per la Cooperazione, nel 1992, da Banca di diritto pubblico controllata dal Ministero del Tesoro, è stata trasformata in SpA. Dal 2006 la Banca fa parte del Gruppo BNP Paribas, uno dei leader mondiali nei servizi bancari e finanziari con più di 200.000 dipendenti in tutto il mondo.

Ed è proprio da qui che inizia il cambio di focus. Dal 2006 siamo sostanzialmente diventati una filiale estera, che punta prioritariamente ad un maggiore efficientamento ed aumento della produttività, in una situazione di contesto in cui gli Istituti di Credito fanno utili con il margine commissionale e con la razionalizzazione dei costi.

Ad oggi la rete commerciale conta 700 agenzie, ma ci sarà probabilmente un importante ridimensionamento, infatti il trend seguito è quello di rafforzare la gestione digitale dei servizi di vendita a discapito della Rete fisica.

La clientela massmarket, che non ha prodotti di investimento ma per lo più prodotti bancari tradizionali (C/C, prestiti personali, etc.) verrà gestita per lo più da remoto, con colleghi che verranno occupati in attività di lavoro a distanza ed in cuffia, con una riduzione rilevante della presenza fisica nelle agenzie.

Ci saranno canoni a basso costo o gratuiti per la gestione da remoto, canoni a pagamento per la gestione in presenza. Nel tempo questo sarà un aspetto comune a tutto il settore. Vedremo sempre meno agenzie e sempre più colleghi che gestiranno i clienti da remoto.

Il 13 Luglio 2021 si è svolto il presidio sindacale unitario sotto la sede della Direzione Generale della Bnl di Roma, per protestare contro la vendita di Axepta e contro le cessioni e le esternalizzazioni che il Gruppo intende effettuare. Cosa sta succedendo?

Il Gruppo, con un accordo firmato ai primi luglio, ha venduto a Worldline, il gruppo francese dei pagamenti digitali, l’80% di Axepta Italia (oltre che 100 dipendenti). In pratica è stata ceduta una fetta importante del mercato dei POS ad una società francese, che entrerà in competizione nel nostro Paese con Nexi, gruppo finanziario leader nei pagamenti digitali.

Le voci non smentite dal top management circa l’esternalizzazione di una parte dell’IT e di una fetta importante degli APAC (struttura che gestisce le operazioni di back office), comporteranno nelle intenzioni dell’Azienda un’importante riduzione degli organici oltre all’estromissione dal Gruppo di tanti colleghi e quadri sindacali che hanno contribuito in questi anni alla gestione di importanti attività operative tradizionali.

Purtroppo il mondo del credito continua a perdere numeri e colleghi, espellendo lavoratrici, lavoratori e fiumi di competenze.

La protesta dovrà diventare azione e porre una forte contrapposizione ad una modalità aziendale che sacrifica le lavoratrici e i lavoratori pur di “guadagnare di più”. Che impatto credi possa avere a livello settoriale questa situazione.

Diciamo che è un trend che avrà impatti importanti a diversi livelli. Le banche, per mantenere alti livelli di redditività, taglieranno sempre più il costo del lavoro. Si sta perdendo completamente il senso di comunità e solidarietà aziendale, a favore di logiche dove l’efficienza ed efficacia, prevalgono anche sul rispetto delle persone e della loro storia. L’attenzione esasperata al margine commissionale, essendo i tassi d’interesse prossimi allo zero da anni, mortificano le competenze e trasformano i colleghi in venditori a tutti i costi, asfissiati sempre più da budget irraggiungibili e da pressioni commerciali indebite.

La spinta verso la digitalizzazione, la robotica, l’intelligenza artificiale, provocherà una forte contrazione degli organici diminuendo il numero delle persone occupate nel settore.

Sindacalmente parlando l’impatto potrebbe essere serio.

Ringraziamo Andrea D’Orazio per la sua visione lucida e molto chiara della preoccupante situazione Gruppo BNL/BNP Paribas.

GRUPPO GENERALI: SOTTOSCRITTA L’IPOTESI DI RINNOVO CIA

Roma, 14/07/2021

In data 08/07/2021 è stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale (Cia) del Gruppo Generali, a quattro anni dalla scadenza e nonostante la pandemia dovuta al Covid-19 con la conseguente crisi sanitaria, sociale ed economica.

“L’intesa raggiunta consente di tutelare i diritti di lavoratrici e lavoratori: apre le porte al rinnovo dell’accordo sulle tutele occupazionali, unico nel suo genere, e dell’accordo sullo smart working”, commenta soddisfatto Emanuele Bertolucci, Segretario Responsabile Uilca Gruppo Generali. “Inoltre consente di procedere velocemente verso la predisposizione della piattaforma per il rinnovo del CCNL. I contenuti del Contratto Integrativo Aziendale rivestono un grande valore soprattutto per aver sancito il diritto, di fatto negato dal CCNL, di negoziare e avere un premio variabile contrattualizzato per i colleghi addetti alla produzione”.

Questi in breve i punti dell’ipotesi di rinnovo siglata:

aumento di 90 euro per il premio rendimento variabile amministrativi; introduzione del nuovo premio rendimento variabile per gli addetti alla produzione (Op) di 300 euro, senza divisione per livello; una tantum complessiva pari a 950 euro; una tantum per gli Op pari a 250 euro; una tantum ex terza parte come da riparametrazione più un importo di 200 euro flat; contributo welfare di 150 euro amministrativi e Op e di 100 euro ex terze parti; incremento dello 0,5 quota azienda per la previdenza; sostanziale tenuta delle condizioni contrattuali attuali su previdenza e assistenza. Infine sarà estesa anche a Welion una parte delle coperture previste dalla polizza sanitaria.